Buste per spedizione postale: quali sono le più ecocompatibili?

Di , scritto il 26 Aprile 2018

Anche se negli ultimi due decenni la posta elettronica ha per molti versi soppiantato quella tradizionale e in molti casi aziende e private preferiscono inviare i documenti in formato PDF invece che in versione cartacea, la busta per le spedizioni postali è ancora un articolo indispensabile. Il consumo delle buste imbottite, poi presumibilmente è addirittura aumentato, vista la quantità di acquisti che effettuiamo online che vengono recapitati mediante il servizio delle Poste o dei corrieri. Anche l’approvvigionamento stesso delle buste, così come di altri articoli da imballaggio avviene sempre più spesso via Internet, anche grazie alla presenza online di portali come paesedellebuste.it specializzati in questo settore che offrono un vastissimo catalogo con articoli standard o personalizzabili.

In questa sede però ci interessa ragionare un po’ sulle scelte improntate alla sostenibilità ambientale in questo piccolo ambito della nostra vita. Per quale tipologia di buste bisognerebbe optare per limitare l’impatto sull’ambiente? Ecco alcune idee di base.

* La carta di cui sono costituite le buste per le spedizioni dovrebbe essere certificata. Le due sigle più importanti in questo senso sono FSC e PEFC. La prima è l’acronimo di “Forest Stewardship Council”, la seconda di “Programme for Endorsement of Forest Certification schemes”. Entrambe sono organismi internazionali che certificano la gestione responsabile delle foreste e la tracciabilità dei prodotti derivati dal legno.

* La carta delle buste dovrebbe essere totalmente o in parte ottenuta da fibre di carta riciclata post-consumo. Le percentuali di materiale riciclato presenti nella carta sono diverse a seconda della qualità finale: in alcuni casi si limitano al 30%, ma si può arrivare anche al 100%.

* La carta delle buste che si utilizzano dovrebbe anche recare la dicitura ECF (acronimo di Elemental Chlorine Free, ovvero “senza cloro“): in questo caso possiamo essere certi del fatto che si tratta di carta ecologica poiché per la sua sbiancatura sono stati usati prodotti esenti da cloro elementare organico.

* Ogni volta che è possibile sarebbe opportuno evitare le buste di carta con finestra trasparente: si tratta infatti quasi sempre di una pellicola traslucida in poliestere o di altri materiali derivati da idrocarburi (anche se ultimamente alcune aziende iniziano a impiegare delle pellicole compostabili). Da un lato è vero che la presenza della finestrella consente di sfruttare l’indirizzo del destinatario stampato sulla lettera che rimane visibile anche per la spedizione: in questo senso si risparmia denaro e inchiostro della stampante, però la parte in plastica è un elemento che rende la busta non adatta al riciclo totale e meccanico della carta. Sarebbe opportuno che, prima di inserire la busta in questione nel bidone riservato alla carta straccia tale finestrella venisse rimossa dall’utente.

* Infine, la cosa più ovvia: molte buste arrivano del tutto integre a destinazione ed è un vero peccato buttarle: possono benissimo essere riutilizzate per altre spedizioni o altri scopi. Nei paesi anglosassoni non è raro ricevere delle missive sulla cui superficie è prestampata la dicitura “Please Recycle”, un invito al riciclo che sarà più difficile ignorare.



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