Giornale elettronico inutile? Pio Alt non è d’accordo

Di , scritto il 04 Ottobre 2008

giornale el 2Un paio di settimane fa, scrivevo qui che potrebbe arrivare il giornale elettronico: schermo flessibile in plastica, grande quanto un foglio cartaceo di 8.5 per 11 pollici, visualizza giornali e libri, ed è aggiornabile in tempo reale.

Ne ho dato un giudizio negativo: potrebbe costare troppo (almeno 300 euro); e poi svolge le stesse funzioni del computer.

Ma il lettore Pio Alt non è d’accordo: “Ci sono molte situazioni nelle quali serve solo una visualizzazione e una scarsissima elaborazione (per esempio a scuola). In questi casi un oggetto singolo e adattabile, con una qualità di visualizzazione passabile (anche non ottima) può essere molto comodo e aggiungere al libro tradizionale una certa interattività (vedi appendici fornite all’istante dall’insegnante). Il costo non è molto superiore a quello del cellulare che un ragazzo ha in tasca”.

Sarei curioso di capire se sono io che ho visto male nel futuro: mi aiutate?

[foto via plasticlogic]

5 commenti su “Giornale elettronico inutile? Pio Alt non è d’accordo”
  1. Felipe ha detto:

    Secondo me molti si sono fatti un’idea un pf2 confusa su cosa sia un teablt pc (o forse sono io ad avere poca fantasia). Probabilmente si aspettavano quei prototipi di fogli digitali pieghevoli che ogni tanto qualcuno tira fuori, ma a quel punto non l’avrebbero neanche chiamato neanche Tablet Pc (sempre se le parole e i termini hanno ancora un valore preciso).Non capisco proprio la natura della polemica

  2. […] qui altri commenti in cui mi si critica perché reputo il giornale elettronico inutile: va soltanto, […]

  3. Pio Alt ha detto:

    Francesco, che ne pensi dell’aiuto di Carneade e del mio?

  4. Pio Alt ha detto:

    Se si conduce la riflessione a partire dalle necessità d’uso in alcune condizioni specifiche si vede che un computer portatile è talvolta sovradimensionato e scomodo da usare. In questo momento sto usando uno “zerovirgolaqualcosa” della potenza del mio computer, e non c’è modo di tenerlo in mano e digitare più a lungo di qualche minuto, non ci posso fare disegni, se non con un mouse e anche per prendere un numero di telefono devo aprirlo e pigiare i tasti.

    A scuola serve un supporto dove leggere e scrivere, queste funzionalità richiedono pochissima capacità elaborativa, una interfaccia semplice (con uno stilo si può scrivere come su un foglio di carta). Un oggetto piatto e sottile si tiene sul banco senza creare barriere verticali, è importante a scuola far caso a cosa fa e dice l’insegnante, non si deve aprure e chiudere e se cade non si rompe. Può essere interattivo e connesso anche questo si fa con poco chip e poca memoria, serve solo qualcosa di wireless. L’insegnante può sottoporre i compiti con un clic e ritirarli con un altro clic. Trasportarlo è semplice, come un quaderno e sostituisce tanti libri. A differenza del portatile, ha un costo inferiore perchè non ha bisogno di grandi capacità elaborative, per quanto alto o basso sarà sempre inferiore ad un portatile.

    Un rappresentante di commercio di solito gira il mondo con un catalogo ad anelli che pesa un 5 chili buoni se non di più e lo sfoglia davanti al cliente (commerciante) che sceglie la merce, questo può essere sostituito da una di queste tavolette, molta memoria, poca interazione (basta un tocco per indicare il prodotto scelto) aggiornabilità immediata, flessibilità (si possono ordinare le proposte in base al cliente ad esempio) o magari da due tavolette affiancate. Il rappresentante può girare un giorno intero senza ricaricarlo e può tenere il conto di tutta la sua attività che di solito non richiede che un semplice database (poca richiesta elaborativa) di certo prima o dopo saranno disponibili anche a colori gli schermi ma spesso le cose vendute non hanno un elemento estetico, pezzi meccanici o confezioni di pomodori pelati non hanno bisogno dei colori, e altrettanto spesso il commerciante conosce la merce o la sa valutare anche con una visualizzazione in bianco e nero.

    L’esempio dei tecnici riparatori che hanno bisogno di avere sottomano i manuali degli schemi, in condizioni estreme come sopra un traliccio in una cabina piena di cavi e tubi, è un esempio conosciuto e neppure tanto rilevante perchè in quel caso basterebbe forse uno schermo piccolo, ma comunque un oggetto leggero e maneggevole, oltre che solido, simile a questa tavoletta.

    Si dice che chi legge i romanzi per passatempo preferisce la tattillità e il romanticismo della carta giallina stampata con ampi margini e rilegata solidamente a filo. E’ vero, posso confermare (sebbene le edizioni attuali in carta riciclata e brussurata siano sempre peggiori) ma se già mi portassi in borsa una tavoletta come questa, per altri motivi, penso che lascerei il libro a casa, e fuori leggerei su quella, magari a casa riprenderei sul libro stampato che conserverei sullo scaffale per arredamento o collezionismo. In questo caso non sostituirebbe ma integrerebbe il tomo. Sullo schermo del cellulare non è possibile leggere, non solo per le caratteristiche degli schermi di ora ma anche perchè non ha una forma materiale e una dimensione adeguata. E un portatile proprio non si presta alla lettura pura, due terzi dell’apparecchio sono di intralcio.

    Chi disegna o schizza per passione (o per lavoro) sarà affezionato alla propria Moleskine e alla Caran d’Ache, ma non più di coloro che si ostinavano a scrivere con la stilografica snobbando la penna a sfera o prima ancora coloro che “la stilografica deprime la calligrafia, il pennino invece offre mille sfavillature” per non dire di coloro che “hanno sempre scritto i versi con a penna” perchè la macchina per scrivere è troppo rumorosa o quelli che “la macchina da scrivere è ideale” perchè il computer non lo sanno usare… Allora anche il quaderno degli appunti, dei pensieri, anche il diario, finiranno per avere un supporto digitale, forse una tavoletta così sarebbe adeguata.

    Ci sono poi gli usi estremi, che non sono solo le cime innevate o i fondali marini, un oggetto robusto ed economico si può usare in spiaggia, in piscina, durante una camminata in montagna, o una sciata, a passeggio in una città storica ricca di monumenti. Situazioni nelle quali un portatile non è pensabile, un cellupalm non è funzionale. Situazioni nella quali non mi voglio preoccupare dell’apparecchio, che si rompa, che si scarichi, che me lo rubino, e se proprio accade, almeno è costato relativamente poco.

    Ci sono anche usi impropri, ad esempio in molti uffici dove si scatabellano parecchie carte per mettere solo qualche firma, si potrebbero usare agevolmente queste tavolette, certo nulla che un computer di altro tipo non possa fare ma se non vi sono altre necessità, un apparecchio semplice e meno costoso può fare meglio. Leggere relazioni, rapporti, progetti, gestire iscrizioni, registrazioni, liste di attesa, lo si può fare con un pc difficile da gestire, con un portatile più costoso o con una tavoletta digitale.
    Il catalogo di una biblioteca, gli orari dei treni, l’indirizzo di un negozio, la carta di una città… dati che si possono mettere in rete e consultare in mobilità avendo un apparecchio connesso, un palm o un cellupalm andrebbero bene ma se si avesse appresso una tavoletta si potrebbe usarla più ampiamente e potrebbero anche essere memorizzati nella sua ampia memoria, evitando l’eccesso di connessione.

    Usato come giornale potrebbe sembrare limitativo ma poter avere varie testate su uno stesso supporto compatto sarebbe comodo in un bar, in una emeroteca, per un giornalista, un politicante, un ufficio stampa… Usarlo solo per questo sarebbe troppo limitativo penso, ogni dispositivo digitale per sua natura si presta ad usi flessibili, entro i limiti della comodità d’uso, ma forse sarebbe già un apparecchio adeguato per molte persone.

    Oggi i portatili sono fatti con due logiche: per avere un minicomputer in tasca, con mini tastiera e soprattutto minischermo, per usarlo in minitempo per miniusi. Scrivere una breve email in fretta, sbirciare un poco qualche blog, gestire un foglio di calcolo non troppo vastoOppure sono pensati per maxiprestazioni su maxischermi con maxifunzionalità, e sempre minitempo però, a meno di non usare maxiaccessori. Con un portatile si può impaginare una rivista, elaborando tutte le immagini, o far suonare una intera band registrando tutte le traccie, o gestire un completo laboratorio interfacciandolo a tutti gli strumenti di analisi. Quindi o tutto maxi o tutto mini.

    *Ma c’è un altro settore non considerato, quello della minielaborazione e della maxivisualizzazione per il quale una tavoletta come questa è adeguata.*

    Tecnicamente, è già possibile stampare su fogli di plastica, sia lo schermo, che i chip di elaborazione, le batterie si possono già fare molto sottili (mm) e se possono essere ampie avranno buona autonomia, anche le antenne si possono disegnare piatte e sostituiscono le porte hard che ancora hanno un certo ingombro in altezza, le memorie solide naturalmente sono già piatte abbastanza.
    Questo permette di avere un oggetto sottile e solido, comodo e capiente con capacità alaborative basse ma sufficienti per visualizzazioni ampie e interazioni discrete, con possibilità di connessione medie.

    Non so prevedere se in futuro lo sviluppo procederà secondo questa logica di dare ad ognuno un apparecchio adatto alle sue necessità o se andrà in un’altra direzione, perchè talvolta le cose seguono la strada peggiore o quantomeno rifiutano quella migliore.
    Si può prendere il suv anche per arrivare all’angolo ma forse è preferibile la bicicletta.

  5. Carneade ha detto:

    Mi pare tu abbia dimenticato alcune caratteristiche che lo differenziano dal computer e che lo rendono effettivamente una alternativa realistica alla carta:
    1) Consuma corrente solo al cambio di pagina, quindi puo’ essere usato senza ricaricarlo per la lettura di migliaia di pagine.
    2) E’ perfettamente leggibile anche in condizioni di bassa illuminazione, come la carta quindi.
    2) Ha una complessità costruttiva molto bassa rispetto ad un notebook o anche ad un cellulare e quindi, se prodotto in grandi numeri, puo’ avere costi molto ridotti. I 300 euro attuali non significano nulla. Sei anni fa guardavo con cupidigia un tv al plasma in un negozio a 10.000 Euro. Oggi se ne trovano di ottimi ad 800.

    E’ il futuro insomma, che tu lo voglia o no…


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