La storia del più antico casinò al mondo

Di , scritto il 09 Maggio 2019
casinò

Venezia, la città dai mille canali, dagli scorci variopinti e nascosti che regalano panorami e inquadrature quasi pittoresche. Per non parlare, poi, dei monumenti; moltissimi artisti e letterati da tutto il mondo si convinsero che è Venezia la città più bella del globo, la più ricca di arte e di storia. Proprio di monumenti vorremo parlare oggi in questo articolo. Sapevate che è a Venezia il casinò più antico del mondo?

Il capoluogo di provincia veneto, infatti, nasconde molti segreti. Uno di questi è che la prima casa di gioco autorizzata dal Doge, sia stata costruita nella prima metà del 1600 a Cà Vendramin. Eppure ci sembra strano, i casinò appaiono pubblicamente come un’eslusiva solo americana in quanto l’idea che ci si para davanti è quella delle slot di Las Vegas o del Principato di Monaco per esempio.

Venezia ed i suoi ridotti

La storia del Casinò di Venezia è molto interessante. Come si sa, molte parole del nostro italiane derivano dal dialetto veneziano come la più semplice delle esclamazioni: “ciao”. Tra queste parole troviamo anche casinò. I casini o “ridotti”, infatti, erano piccole stanze e luoghi appartati nei quali i nobili veneziani si ritrovavano per giocare d’azzardo. Ma non vi erano solo luoghi suntuosi e lussuosi, altre erano proprie bettole vere e proprie frequentate dai “peggiori ceffi” di Venezia.

Siccome queste attività erano diffusissime e prevedevano la partecipazione anche di importanti membri dell’aristocrazia veneziana, il Doge ed i suoi fedelissimi si videro costretti a legalizzare questa forma di gioco d’azzardo. Il primo casinò vero e proprio fu quello del ridotto di San Moisé costruito nelle vicinanze della chiesa terminata solo 4 anni prima della costruzione del ridotto nel 1638. I ridotti venivano, infatti, costruiti in luoghi pubblici di qualsiasi tipo o privati anche se corrispondevano più a circoli chiusi di poche persone che a veri e propri club del gioco.

Lo splendore massimo e la decadenza

La Repubblica di Venezia pullulava di casinò e ridotti, alcuni concessi dallo stato veneziano, altri illegali e clandestini. Solo a Venezia, tra i casinò registrati, contiamo più di 130 strutture. Essendo un centro di scambi culturali, di idee e di persone, erano moltissimi e di nazionalità completamente diverse le une dalle altre gli uomini che andavano a giocare d’azzardo nei ridotti di Venezia.

Con la crisi della Serenissima e l’invasione napoleonica, la stagione dei casinò cadde in decadenza. I casinò e le case da gioco persero rapidamente l’interesse dei giocatori e si spopolarono. Continuarono a sopravvivere, per lo più, in via del tutto nascosta e clandestina. Dobbiamo aspettare il ‘900 per ritrovare tracce di casinò sul nostro Paese.

Il gioco d’azzardo nel 1900 in Italia

Il Casinò della Vallée fu uno delle prime case da gioco che aprirono i battenti nel XX secolo, più precisamente nel 1921. Il casinò aveva sede in Val d’Aosta ed era una crocevia importante per i giocatori che venivano dal ricco nord Italia, dalla Francia e dalla Svizzera. All’inizio della sua brillante carriera, il Casinò della Vallée era il più importante d’Europa e attirava visitatori da tutto il mondo. Tuttavia, il crescere del fenomeno del betting online ha causato un drastico calo delle visite. Ora il casinò è sul filo della bancarotta.

Il casinò di Venezia verrà riaperto, invece, solo nel 1950 ma non nella sede storica del ridotto di San Moisé. Sarà Cà Vendramin la sede del nuovo casinò. Un posto suggestivo, sul Canal Grande casa del compositore Richard Wagner. Lo stile barocco ci riporta nella Venezia del 1600, con lussi di ogni dove, balli in maschera e feste a volontà. Nella sala da gioco, invece, le fonti dell’epoca ci raccontano che regnasse il silenzio per non distrarre i giocatori. Era, inoltre, buona norma mascherarsi prima di entrare in modo tale da celare la propria identità.

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